"La situazione sta peggiorando. Gridate con noi che i diritti umani sono calpestati da persone che parlano in nome di Dio ma che non sanno nulla di Lui che è Amore, mentre loro agiscono spinti dal rancore e dall'odio.
Gridate: Oh! Signore, abbi misericordia dell'Uomo."

Mons. Shleimun Warduni
Baghdad, 19 luglio 2014

20 giugno 2007

Monsignor Warduni: Nessuna enclave cristiana nella piana di Niniveh

Fonte: SIR

“Non è una soluzione idonea”.
E’ netta la bocciatura di mons. Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Baghdad, a quello che viene ormai chiamato progetto assiro della “Piana di Niniveh” per i cristiani d’Iraq. Perseguitati sia dai sunniti che dagli sciiti i cristiani, secondo questo piano, dovrebbero trovare rifugio nella zona di Niniveh, zona ai confini con la regione semiautonoma del Kurdistan, che di fatto diverrebbe una enclave cristiana. “Il cristianesimo – dichiara al Sir il presule caldeo – è come il sale, come la luce, sta dappertutto, non può chiudersi. E’ necessario rivendicare la libertà religiosa e il rispetto dei cristiani, ed è illogico rinchiuderli in una gabbia. Così facendo diventeremmo ancora di più una preda”. “Abbiamo tanti monumenti, tanti luoghi di culto storici, come possiamo abbandonarli per andare in un posto nuovo dove ricominciare a vivere?” si chiede mons. Warduni. “Abbiamo già i nostri problemi, le nostre sofferenze. Bisogna riflettere prima di fare dei passi. Cristo ha detto di andare in tutto il mondo a predicare il Vangelo. Vivendo a contatto con i nostri fratelli musulmani potremo dare la nostra testimonianza di vita”. “I cristiani sono una presenza significativa in Iraq da duemila anni - conclude mons. Warduni - siamo iracheni a pieno titolo e siamo sempre rimasti fedeli al nostro Paese”.