"La situazione sta peggiorando. Gridate con noi che i diritti umani sono calpestati da persone che parlano in nome di Dio ma che non sanno nulla di Lui che è Amore, mentre loro agiscono spinti dal rancore e dall'odio.
Gridate: Oh! Signore, abbi misericordia dell'Uomo."

Mons. Shleimun Warduni
Baghdad, 19 luglio 2014

2 marzo 2021

Papa in Iraq: Bruni, “il viaggio si fa, con le difficoltà dovute alla situazione sanitaria e alla sicurezza”


“Il viaggio si fa, con le difficoltà dovute alla situazione sanitaria”. A confermarlo è stato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, nella conferenza stampa di presentazione del viaggio apostolico del Papa in Iraq.
“Sarà un viaggio diverso da quelli a cui siamo abituati”, ha proseguito il portavoce vaticano: “Si dovrà tenere conto del Covid-19 e delle misure sanitarie imposte dal Paese, ecclesiastiche e governative. Sarà un gesto d’amore, e come tutti i gesti d’amore è un gesto estremo. Per certi versi sarà un viaggio ‘virtuale’, nei limiti in cui è possibile in un Paese come l’Iraq, dove la connessione ad Internet non è sempre disponibile, specialmente nei villaggi”. “Con l’eccezione di Erbil – ha fatto notare Bruni – il Papa non incontra folle: siamo nell’ordine delle centinaia di persone, qualcuno in più a Qaraqosh e all’aperto. Il viaggio si farà, come ha detto il Papa, anche solo per permettere agli iracheni di vederlo in televisione e di sapere che è nel loro Paese. Questo conta”.
Il viaggio, che verrà trasmesso tutto in diretta ad eccezione della tappa a Najaf, “sarà particolare anche per le questioni di sicurezza”. “Nei viaggi papali, c’è sempre a disposizione un’auto blindata”, ha ricordato il direttore della Sala stampa vaticana: “Stiamo parlando di un viaggio in cui le esigenze di sicurezza sono diverse rispetto ad altri: è probabile e possibile che venga utilizzata”.
Il Papa, comunque, si sposterà sempre in un’auto chiusa e utilizzerà un’auto aperta solo all’interno dello stadio di Erbil. Quanto all’incontro con il Grand Ayatollah Al-Sistani, Bruni ha precisato che “si tratta di una visita di cortesia che ha una portata significativa: vedremo se c’è altro”.
Papa Francesco, infine, incontrerà gli Yazidi “sicuramente a Ur”, nell’incontro interreligioso del 6 marzo, ha reso noto il portavoce vaticano.