"La situazione sta peggiorando. Gridate con noi che i diritti umani sono calpestati da persone che parlano in nome di Dio ma che non sanno nulla di Lui che è Amore, mentre loro agiscono spinti dal rancore e dall'odio.
Gridate: Oh! Signore, abbi misericordia dell'Uomo."

Mons. Shleimun Warduni
Baghdad, 19 luglio 2014

10 marzo 2008

Preghiera ecumenica ieri nella cattedrale latina di Saint Joseph a Baghdad.

Fonte: Ankawa.com

By Baghdadhope


All’incontro dedicato alla preghiera ma in cui, come dichiarato a Baghdadhope da Monsignor Jacques Isaac, molti parole sono state ovviamente rivolte al caso del rapimento di Monsignor Faraj P. Rahho a Mosul, di cui peraltro non si ha nessuna notizia ed a cui, questo ciò che preoccupa di più, è finora confermato i rapitori non hanno mai permesso di parlare al telefono con chi sta conducendo le trattative, malgrado le esplicite richieste in tal senso.
Alla riunione di ieri hanno partecipato diversi prelati: Sua Beatitudine, Cardinale Mar Emmanuel III Delly, patriarca della chiesa caldea, accompagnato da Monsignor Jacques Isaac e Monsignor Andraous Abouna, Monsignor Avak Asadorian, vescovo della Chiesa Armena Apostolica e Segretario del Consiglio dei Capi Cristiani di Baghdad, Monsignor Jean Sleiman, vescovo latino di Baghdad, Monsignor Francis Assisi Chullikat, Nunzio Apostolico in Giordania ed Iraq e
Monsignor Michael Crotty, anch’egli della nunziatura vaticana in Iraq.
Tra i laici era presente Abdallah Naufali, responsabile dell’ufficio per gli affari dei non musulmani del governo iracheno che al sito Ankawa.com ha ribadito come Monsignor Rahho debba essere considerato un messaggero di pace perché portatore dei valori pacifici del cristianesimo e che per tanto dovrebbe essere subito rilasciato
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