martedì, marzo 21, 2017

 

Missionari martiri: la Giornata di digiuno e preghiera

By Roma Sette
Filippo Passantino

Prima il silenzio e la preghiera per ricordare la sofferenza del martirio, poi un musical per manifestare la gioia di una testimonianza d’amore che non viene spezzata dalla morte. La Giornata di digiuno e preghiera in memoria dei missionari martiri, che ricorre venerdì 24 marzo, sarà celebrata in diocesi in due momenti diversi. Tema di quest’anno, il messaggio di san Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura”Invito più volte riproposto anche da Papa Francesco.
Il primo appuntamento è fissato per giovedì 23 marzo, alle 18, davanti al Collegio Irlandese, dove ha studiato padre Ragheed Ganni, ucciso a Mosul, in Iraq, il 3 giugno 2007. Lì sarà ricordato il sacerdote definito da Benedetto XVI come «uno dei testimoni di vita cristiana più limpidi e coraggiosi in un Paese tra i più martoriati».
Il programma delle celebrazioni, proposto dal Centro missionario diocesano, continuerà con la preghiera dei Vespri nella chiesa dei Santi Quattro Coronati, presieduta dal vescovo ausiliare Paolo Lojudice, incaricato per la cooperazione missionaria tra le Chiese. A seguire, un pellegrinaggio condurrà fino alla basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, dove sarà possibile venerare le reliquie di alcuni martiri del XX e del XXI secolo. 
Nella chiesa, affidata alla Comunità di Sant’Egidio, verranno letti i nomi dei missionari uccisi recentemente in odium fidei e alcuni tra i loro pensieri.
Il giorno successivo, venerdì 24, alle 21, i gruppi giovanili della parrocchia di San Giustino rappresenteranno nel teatro parrocchiale di San Leone uno spettacolo sulla vita di monsignor Oscar Romero, l’arcivescovo di San Salvador ucciso dagli squadroni della morte nel 1980 e beatificato da Papa Francesco il 23 maggio 2015, nato dai racconti dei salvadoregni. Il musical sarà presentato mercoledì 22 marzo con una conferenza stampa nella sede dalla Radio Vaticana alla presenza di monsignor Lojudice e dell’ambasciatore di El Salvador. A ispirare la celebrazione annuale di una Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, 25 anni fa, fu proprio la morte del vescovo salvadoregno, ucciso il 24 marzo 1980 mentre celebrava l’Eucaristia nella cappella di un ospedale a San Salvador. Si scelse, quindi, di ricordarle tutti i  missionari martiri proprio nell’anniversario del suo martirio. «Tutto nasce dalla testimonianza di monsignor Romero – spiega il vescovo Lojudice - Ma anche oggi i martirii continuano. Lo testimonia la recente vicenda di padre Hamel e quella che undici anni fa come diocesi di Roma abbiamo vissuto più da vicino, cioè la morte di don Andrea Santoro». Un momento di preghiera, dunque, particolarmente importante, perché «la nostra è una diocesi primaziale su tutti i fronti – aggiunge Lojudice - Non possiamo, quindi, dimenticare il sangue dei cristiani che viene versato per la fede in Gesù Cristo, anche se questi episodi avvengono in altre parti del mondo e non vicino a noi. Inoltre, è un’occasione per ricordare che la fede cristiana è una cosa seria al punto tale che c’è chi, in diverse parti del mondo, rischia la propria vita per testimoniare il messaggio di Cristo. Ciò non può lasciarci indifferenti».

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