"La situazione sta peggiorando. Gridate con noi che i diritti umani sono calpestati da persone che parlano in nome di Dio ma che non sanno nulla di Lui che è Amore, mentre loro agiscono spinti dal rancore e dall'odio.
Gridate: Oh! Signore, abbi misericordia dell'Uomo."

Mons. Shleimun Warduni
Baghdad, 19 luglio 2014

15 febbraio 2021

Papa in Iraq: Patriarcato caldeo, risposta a critiche sui social. “Il Pontefice non viene per risolvere tutti i problemi” del Paese


La visita di Papa Francesco in Iraq è “storica ed eccezionale, viste le circostanze in cui vivono il Paese e la regione. La consideriamo una benedizione. Speriamo possa avere un’eco di riconciliazione e di unificazione per il bene dell’Iraq”.
Così, in un comunicato, diffuso poco fa, il Patriarcato caldeo risponde ad alcune ‘critiche’ che si sono levate sui social in questi giorni relative all’imminente viaggio papale (5-8 marzo).
“Il Papa – si legge – non può visitare tutte le città cristiane e tutti i santuari, ma si recherà in luoghi ufficiali come Baghdad ed Erbil, Najaf, Ur, Mosul, Qaraqosh nella pianura di Ninive, e di questo gli siamo grati. Non è nemmeno suo dovere – rimarca il Patriarcato – far rientrare i cristiani immigrati all’estero, o recuperare le loro proprietà usurpate. Queste – si sottolinea nel testo – è responsabilità del Governo iracheno chiamato a creare condizioni adeguate per il loro ritorno”. “Papa Francesco – prosegue il testo – non viene per risolvere tutti i problemi, ma piuttosto per esprimere la sua solidarietà e stare con gli iracheni. Egli porterà messaggi di amore, fratellanza, riconciliazione, tolleranza, pace, rispetto per la vita, diversità e pluralismo”.
Da qui l’appello a “coloro che scrivono criticando la visita sui social media, o ponendo svariate questioni, di essere più positivi e di supportare tutto ciò che renderebbe questa visita un successo. Va sottolineato – conclude il testo – che il Governo iracheno è grato per la visita e ha preso tutte le misure necessarie per renderla storica e degna dell’Iraq e degli iracheni. Invitiamo tutti a pregare per il Papa e per il successo della visita per il bene del Paese e del popolo”.
In merito alle nuove disposizioni anti-Covid decise dal governo dell’Iraq per il diffondersi della pandemia – tra le quali anche la chiusura delle moschee e di tutti i luoghi di culto – in vigore fino all’8 marzo dunque fino a tutta la visita papale – dal Patriarcato non giungono commenti. Le restrizioni mettono in serio dubbio una eventuale partecipazione di fedeli alla visita.

Fides
17 febbraio 2021
Il Patriarca caldeo Sako: è sbagliato pretendere che la visita del Papa risolva tutti i nostri problemi