"La situazione sta peggiorando. Gridate con noi che i diritti umani sono calpestati da persone che parlano in nome di Dio ma che non sanno nulla di Lui che è Amore, mentre loro agiscono spinti dal rancore e dall'odio.
Gridate: Oh! Signore, abbi misericordia dell'Uomo."

Mons. Shleimun Warduni
Baghdad, 19 luglio 2014

19 febbraio 2021

Il Premier Mustafa al Kadhimi: “l’Iraq non è Iraq senza cristiani"


Foto Zagro News
“L’Iraq non è Iraq senza cristiani”
ha detto il Primo Ministro Mustafa al Kadhimi giovedì 18 febbraio, ricevendo i membri del Consiglio dei Capi delle comunità cristiane presenti nel Paese mediorientale.
"Noi iracheni” ha rimarcato il Premier durante l’incontro “siamo forti nella nostra pluralità culturale e religiosa, e rimarremo come simbolo di coesistenza, tolleranza e vera cittadinanza, nonostante tutte le insidie dei gruppi oscuri che hanno fallito nei loro progetti di distruzione del nostro stupendo Paese”.
La presenza delle comunità cristiane autoctone in Iraq fin dai tempi apostolici – ha rimarcato il leader politico iracheno – conferma la capacità di apertura che connota le civilizzazioni succedutesi fin dai tempi antichi nello spazio territoriale della Mesopotamia.
Al Kadhimi, ex giornalista, ex capo dei servizi segreti iracheni, amico del Principe saudita Mohammed Bin Salman, era espatriato in Gran Bretagna negli anni Ottanta del secolo scorso, e dopo aver ottenuto la cittadinanza britannica era tornato in Patria solo dopo gli interventi militari a guida USA che hanno portato alla caduta del regime di Saddam Hussein.
Nel suo incontro con i rappresentanti delle comunità cristiane locali, il Premier ha ribadito che le istituzioni politiche sono chiamate a contrastare la corruzione e favorire una convivenza solidale tra le diverse componenti sociali e religiose, affermando il principio di cittadinanza e tutelando le diverse affiliazioni religiose da ogni discriminazione settaria.
L’Arcivescovo armeno apostolico Avak Asadourian, attuale segretario del Consiglio dei responsabili delle comunità cristiane irachene, parlando a nome dell’intera delegazione ha elogiato gli sforzi dell’attuale governo iracheno volti a tutelare il pluralismo culturale e religioso della nazione. Nel giugno 2020, poco dopo aver assunto l’incarico di Primo Ministro, nel corso di una visita a Mosul e la Provincia di Ninive al Kadhimi aveva espresso amarezza e apprensione per il silenzioso esodo che sta falcidiando le comunità cristiane radicate da millenni nei territori dell’antica Mesopotamia.

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