"La situazione sta peggiorando. Gridate con noi che i diritti umani sono calpestati da persone che parlano in nome di Dio ma che non sanno nulla di Lui che è Amore, mentre loro agiscono spinti dal rancore e dall'odio.
Gridate: Oh! Signore, abbi misericordia dell'Uomo."

Mons. Shleimun Warduni
Baghdad, 19 luglio 2014

7 dicembre 2020

Mons. Yaldo: Papa Francesco in Iraq a marzo ‘gioia immensa’ per cristiani e musulmani


Per la Chiesa in Iraq, i cristiani e tutto il Paese, musulmani compresi, “la notizia rappresenta una fonte di grande e immensa gioia, che aspettavamo da tanti anni. Dal tempo di papa Giovanni Paolo II, nel duemila, con le prime voci di un viaggio che non è stato poi possibile fare”.
È quanto sottolinea ad AsiaNews mons. Basilio Yaldo, ausiliare di Baghdad e stretto collaboratore del patriarca caldeo Louis Raphael Sako, commentando la notizia data pochi minuti fa dalla Sala Stampa Vaticana del viaggio apostolico del pontefice in Iraq. “Accogliendo l’invito della Repubblica d’Iraq e della Chiesa Cattolica locale, Papa Francesco - sottolinea la nota a firma del direttore Matteo bruni - compirà un Viaggio Apostolico nel suddetto Paese dal 5 all’8 marzo 2021”.
Il prelato è coordinatore generale della Chiesa locale in Iraq della visita e si occuperà di tutti i dettagli del viaggio apostolico, che toccherà fra gli altri la città di Ur dei Caldei, legata alla memoria di Abramo, Erbil, Mosul e Qaraqosh nella piana di Ninive, oltre alla capitale Baghdad. “Già nel 2019 - ricorda il prelato - si era parlato di un suo viaggio ma la situazione non era stabile” ma ora le condizioni “si sono verificate” pur a fronte delle difficoltà causate dalla pandemia di Covid-19. 
“La visita del papa - racconta mons. Yaldo - è la conferma di una maggiore stabilità della nazione, grazie anche al lavoro svolto dall’attuale Primo Ministro Mustafa al-Kadhimi e dal presidente Barham Salih, fondamentali per migliorare tante situazioni critiche del passato”. L’ausiliare di Baghdad sottolinea soprattutto la grande attenzione mostrata dal capo dello Stato verso il pontefice e confermata anche “dalle due visite ufficiali” compiute in poco più di un anno. 
“Per noi era un sogno la visita del papa e per me è una grande responsabilità il ruolo di coordinatore” prosegue mons. Yaldo. Questa notizia, prosegue, “dà coraggio a tutto il popolo irakeno, non solo ai cristiani ed è un segno di profonda solidarietà, di pace e di fraternità per tutta la nazione”. Per quanto concerne i musulmani, sottolinea, “se possibile sono più contenti di noi… tutta la nazione è contenta. Da tempo i leader musulmani mi chiedevano quando sarebbe arrivato il papa, finalmente questo momento è arrivato. Siamo un gregge piccolo, ma di grande valore”. 
Per quanto concerne il programma, ancora parziale, della visita il prelato sottolinea “il proposito di voler andare a Mosul, a lungo roccaforte dello Stato islamico e luogo in cui si sono consumate a lungo le peggiori barbarie della follia jihadista”. “Il papa - prosegue - vuole andare a Mosul e pregare per le vittime dell’Isis” e per tutte le violenze che si sono consumate al suo interno. “In previsione della visita sarà un Natale speciale, noi dobbiamo lavorare al meglio perché abbia il valore storico, culturale e religioso che merita”. 
Il cuore, afferma mons. Yaldo, “sarà la tappa a Ur dei Caldei, perché per noi cristiani, musulmani ed ebrei Abramo è il profeta di tutte le religioni. Esso rappresenta il segno di unità per tutti noi che abitiamo questa terra, per noi che siamo in Iraq. Vedere la casa di Abramo sarà un simbolo enorme di unità per tutte le religioni che hanno in comune questo elemento. “Questa visita - conclude il coordinatore generale - darà una spinta enorme per il futuro del Paese e garantirà grande visibilità ai cristiani, il papa darà un senso e un valore grandi alla loro presenza e alle loro sofferenze”.