"La situazione sta peggiorando. Gridate con noi che i diritti umani sono calpestati da persone che parlano in nome di Dio ma che non sanno nulla di Lui che è Amore, mentre loro agiscono spinti dal rancore e dall'odio.
Gridate: Oh! Signore, abbi misericordia dell'Uomo."

Mons. Shleimun Warduni
Baghdad, 19 luglio 2014

20 novembre 2008

Turismo religioso: Mons. Warduni (Iraq) "Promuovere pellegrinaggi dove c'è guerra"

Fonte: SIR

“Bisogna prendere risoluzioni ferme per promuovere il turismo religioso nelle nazioni dove c'è la guerra che è come gridare: basta guerra, regni la pace”. È quanto ha affermato mons. Shlemon Warduni, vescovo ausiliare del patriarcato caldeo di Baghdad, intervenendo alla tavola rotonda “Il turismo quale veicolo di pace e di dialogo interreligioso e interculturale” che ha aperto Aurea 2008, la Borsa del turismo religioso e delle aree protette in corso presso la Fiera di Foggia (fino al 22). “Nei nostri paesi – ha proseguito Warduni – si trova la Santa Bibbia viva: la Mesopotamia del Paradiso terrestre, Ninive di Giona, Babilonia, Ur dei Caldei, le chiese dei primi tempi del cristianesimo”. “Tutta questa ricchezza – ha denunciato il presule – non può essere utilizzata a causa della guerra e si perdono occasioni di dialogo, per l'incontro religioso e l'interdipendenza culturale”. Per Warduni “il pellegrinaggio è un tesoro di esperienza religiosa, sociale e culturale dove si incontrano le tradizioni di molti popoli” e “dal turismo religioso provengono tanti benefici, non solo personali, ma anche nazionali e internazionali”. “Le nostre culture antiche – ha concluso il vescovo – chiamano quelle dell'occidente per dialogare ed arricchirsi a vicenda. Esse diventano dei mezzi per portare alla pace e alla fratellanza universale”.