mercoledì, marzo 06, 2013

 

Omelia della Santa Messa per l'intronizzazione di Mar Louis Raphael I Sako a Patriarca di Babilonia dei Caldei

By Baghdadhope* 

Baghdadhope pubblica il testo integrale dell'Omelia della Santa Messa di 
Sua Beatitudine  Mar Louis Raphael I Sako 
celebrata il 6 marzo 2013 
nella  Cattedrale Caldea di San Giuseppe a Baghdad

(Letture: La vocazione d'Isaia 6:1-9, Timoteo 4:12-16, Il buon pastore Giovanni 10:11-17) 
"Non abbiate paura"

1. "Non abbiate paura!" Quante volte lo ripete Gesù prima e dopo la sua resurrezione! Oggi mi chiedo: che effetto hanno queste parole su di noi che viviamo ogni giorno in una condizione talmente difficile che ancora non sappiamo dove ci condurrà?
Gesù rimproverò i suoi discepoli sulla barca in mezzo al mare agitato perché avevano paura: "perché avete paura, uomini di poca fede?" disse. (Mt 8: 26). Questo rimprovero è rivolto anche a noi che siamo impauriti perché dobbiamo rinnovare la nostra fiducia, la nostra comunione e la nostra unità.
Ciò che abbiamo vissuto in termini di sofferenza, di tribolazione e del sangue versato dei nostri martiri, può, se vogliamo, incorporarci al mistero di Cristo, aiutarci a riconoscere la presenza di Dio tra di noi, rafforzare la nostra speranza che lo Spirito Santo cambi e migliori i cuori degli uomini e delle donne. La tempesta dovrà passare, come la convivenza coerente dovrà essere vissuta. Dobbiamo risolvere i nostri problemi e le nostre crisi, ritornare autenticamente ai nostri sentimenti più nobili, unirci e rinnovarci spiritualmente, umanamente e socialmente.
2. In mezzo alle difficoltà che viviamo la voce del Buon Pastore Gesù ci chiama, con amore e speranza, e ci fa dimenticare la paura per farci raggiungere la fraternità, la comunione e l'unità tra di noi. Per avere tutto ciò si deve amare, accogliere l'altro calorosamente, condividere ciò che abbiamo con generosità e gioia. Tale accoglienza fa crescere la nostra fede e la nostra speranza, e ci consola. Solo in questo modo ogni cosa diventerà più facile, più bella ed avrà più senso.
3. L'autenticità è legata al rinnovamento che è necessario. Non accettarlo significa rimanere nel passato. Per questa ragione aggiorneremo la nostra liturgia e i nostri metodi di insegnamento, rinnoveremo con determinazione e coraggio le strutture della nostra Chiesa secondo lo spirito del Concilio Vaticano II e l'Esortazione Apostolica "Chiesa in Medio Oriente", perché i fedeli possano capire, e meglio partecipare ai suoi riti al fine di avvicinarsi di più a Cristo ed alla loro Chiesa. Il nostro Sinodo, che si svolgerà dal 5 di giugno, ha a proposito un'agenda piena ed urgente.

4. Per quanto riguarda l’emigrazione tante sono le sue cause: settarie, religiose od economiche... Il cristiano ha problemi soprattutto di sicurezza e di libertà. Se la sicurezza e la libertà saranno offerte il cristiano rimarrà nel suo paese, altrimenti emigrerà. Non incoraggio nessuno a lasciare il Paese, ma a restare e continuare il suo percorso perché è una esigenza di fede e patriottismo.
5. Il mio programma è lavorare con tutti nella Chiesa Caldea come un gruppo unito, nello spirito di autenticità, unità e rinnovamento. Collaborerò con i miei confratelli vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, fedeli, uomini e donne, per il bene della Chiesa e della gente. In quest'occasione mi rivolgo alle figlie ed ai figli della nostra Chiesa Caldea in Iraq, il nostro paese, ed in tutto il mondo: li saluto e li ringrazio per le loro preghiere per me e per la chiesa, e li ringrazio soprattutto per la loro testimonianza viva di Cristo. Nonostante le difficoltà essi hanno mostrato vicinanza alla loro chiesa, anche nei tempi di tribolazione. La loro devozione e la loro generosità fino al sacrificio della vita sono un esempio vivo del quale siamo orgogliosi. A ciascuno di loro dico ciò che dice il libro dell'Apocalisse: "Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita" (Ap 2: 10)
Per quanto riguarda il lavoro con le altre chiese collaboreremo con esse per fare di tutto per rafforzare la presenza cristiana in questo paese ed offrire testimonianza di unità e d'amore. Collaboreremo in modo speciale ed in tutti i campi con la Chiesa Assira d'Oriente per raggiungere l’unità. Quest'anno, a Dio piacendo, sarà l'ultimo anno in cui festeggeremo la Pasqua secondo due calendari diversi perché nel futuro in Iraq la Santa Pasqua sarà celebrata nella stessa data.
Con i nostri fratelli musulmani, che Dio ama come ama noi, approfondiremo i punti di avvicinamento tra di noi e rispetteremo i punti di differenza. È la volontà di Dio ad averci creati diversi.
6. Chiedo la vostra preghiera perché il Signore mi aiuti a continuare ciò che i miei predecessori avevano cominciato in questa Sede Patriarcale: tenere salda la fede con fedeltà, diffondere il messaggio di Cristo con purezza, compiere la volontà di Dio nella mia vita e nella vita della Chiesa che Egli mi ha affidato.
Grazie! Che Dio ci dia la forza e ci accompagni per servire la Chiesa, la Patria, la gente.
Maran Ata! Vieni, Signore Gesù !

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