"La situazione sta peggiorando. Gridate con noi che i diritti umani sono calpestati da persone che parlano in nome di Dio ma che non sanno nulla di Lui che è Amore, mentre loro agiscono spinti dal rancore e dall'odio.
Gridate: Oh! Signore, abbi misericordia dell'Uomo."

Mons. Shleimun Warduni
Baghdad, 19 luglio 2014

22 gennaio 2007

I cristiani iracheni chiedono l’autonomia politica


By Aram Eissa with additional reporting by Darya Ibrahim

I cristiani della provincia di Mosul domandano lo stesso tipo di autonomia politica garantita ai curdi.

Alla vigilia dell’approvazione della nuova costituzione irachena e dopo la pubblicazione della bozza di costituzione per la regione curda, la gente di Bartella, Telkeif, Basheeqa ed altre zone della provincia di Mosul, in maggioranza cristiani assiri, caldei e siri chiede la stessa autonomia concessa ai curdi.

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Galawizh Shaba Jarjeez, membro del parlamento curdo, crede che la bozza di costituzione curda neghi i diritti della sua gente. Jarjeez, membro del comitato centrale dell’Assyrian Democratic Party, ha inviato al parlamento ed al comitato responsabile della stesura della bozza costituzionale un memorandum contenente le sue richieste. Le richieste sono che la costituzione rifletta la natura multietnica e multireligiosa della regione.
“Vogliamo che i caldei, gli assiri, i turcomanni e gli armeni siano menzionati nella costituzione a fianco dei nostri fratelli curdi, e credo che le nostre richieste trovino significativo sostegno all’interno del parlamento curdo” ha dichiarato la Jarjeez che ha aggiunto che il KRG (Kurdish Regional Government) dovrebbe prendere in considerazione di includere il concetto di coesistenza così come stabilito dal Trattato di Sèvres e dall’accordo di Ankara del 1926. L’Assyrian Democratic Movement chiede anche che la costituzione riconosca gli eccidi di massa dei cristiani compiuti durante la prima guerra mondiale e successivamente alla creazione dell’Iraq, nella fattispecie l’eccidio di Simele nel 1933 e quello di Suria nel 1969. Un gruppo la cui demografia fu alterata a causa della campagna di Anfal e che si è sentito preso di mira a causa del suo coinvolgimento nella “Rivoluzione di Settembre.”
Secondo Galawizh Shaba Jarjeez i cristiani iracheni stanno anche mettendo in discussione i termini stessi della costituzione. Un esempio è che nella bozza si parla di “Caldei ed Assiri” mentre, secondo la Jarjeez esistono molti nomi per indicare la nazione dei cristiani, come lei la chiama, ed includendo la congiunzione “e” l’implicazione è che si tratti di due nazioni, e non di una. Ragione per la quale i cristiani preferirebbero l’uso del termine “Caldeo-Assiro” e “Siriaco” per quanto riguarda la lingua e la cultura. Il KRG dovrebbe inoltre aggiungere alla bozza di costituzione un altro articolo a garanzia dei diritti politici, culturali, educativi ed amministrativi delle minoranze.
La bozza della costituzione afferma che Telkeif, Qaraqoah e Basheeqa fanno parte della regione curda, mentre la Jarjeez e le sue controparti affermano facciano parte della Piana di Mosul e debbano essere trattate come facenti parte di una regione speciale autonoma. Speciale a causa della sua natura religiosa e multietnica, e perché l’articolo 125 della nuova costituzione irachena la riconosce come tale. A ciò si aggiunge il molto discusso articolo 140 della costituzione irachena, normalmente associato alla questione di Kirkuk, che permette a delle zone del paese di decidere di quale regione far parte. Altre richieste avanzate dalla Jarjeez e dal suo partito riguardano la bandiera della regione curda e l’inno nazionale che dovrebbero rappresentare le differenti componenti religiose ed etniche, e che le feste dei cristiani, come il primo di aprile, che segna l’inizio dell’anno assiro, siano riconosciute come feste nazionali.
Akram Ashur, ex membro del KRG, racconta di come dopo la caduta di Saddam Hussein i Caldeo-Assiri incontrarono diversi uomini politici e diplomatici sia iracheni che stranieri e con essi discussero la speciale natura della Piana di Niniveh. “Arrivammo alla conclusione che la regione avrebbe dovuto avere una propria amministrazione. Noi, come Caldeo-Assiri crediamo che religione e nazionalità debbano essere tenute separate, e non abbiamo mai avuto problemi di religione nella Piana di Mosul, ma vogliamo che i nostri diritti siano garantiti.”
“Per riuscire bisogna trovare l’intesa con le altre nazioni nella regione”
afferma Akad Murad, membro dell’Assyrian Democratic Movement, “dobbiamo essere considerati caldeo-assiri come nazione, ma di religione cristiana.” Ed aggiunge che i caldeo-assiri hanno un problema di identità nazionale a causa alla loro storia che risale a 7.657 anni fa, anche se l’impero assiro crollò nel 612 AC. Per quanto riguarda il presente, il censimento del governo iracheno calcola la popolazione caldeo-assira in 700.000 individui che rappresentano il 3% della popolazione totale. Akad Murad mette in luce inoltre come, a causa delle traduzioni in altre lingue, i nomi e cognomi dei cristiani siano cambiati nel tempo. “Consideriamo la Piana di Mosul come la zona migliore per ottenere i nostri diritti, dopo tutto è dove vivevano i nostri antenati, dove parlavano la stessa lingua” dice, aggiungendo che sebbene i cristiani vogliano un’area autonoma essi rispettano i diritti delle altre nazione e che non è loro intenzione cambiare la composizione demografica di Mosul: “Vogliamo che la gente decida con voto democratico e senza nessuna pressione se vuole una regione autonoma.”

Tradotto ed adattato da Baghdadhope