"La situazione sta peggiorando. Gridate con noi che i diritti umani sono calpestati da persone che parlano in nome di Dio ma che non sanno nulla di Lui che è Amore, mentre loro agiscono spinti dal rancore e dall'odio.
Gridate: Oh! Signore, abbi misericordia dell'Uomo."

Mons. Shleimun Warduni
Baghdad, 19 luglio 2014

27 settembre 2017

Il Governatore Nawfal al Akoub: più di 1400 famiglie cristiane sono già tornate nella Piana di Ninive


Sono già più di 1400 le famiglie cristiane che hanno fatto ritorno alle proprie case e ai propri villaggi sparsi nella Piana di Ninive, da loro abbandonati precipitosamente nell'estate 2014 davanti all'avanzata delle milizie jihadiste dell'autoproclamato Stato Islamico (Daesh). E' questa la cifra fornita da Nawfal al Akoub, attuale governatore della Provincia di Ninive, che in alcune dichiarazioni rilanciate dalla stampa locale ha annunciato per le prossime settimane un ulteriore, consistente incremento di questo flusso di ritorno. La gran parte dei nuclei familiari coinvolti in tale contro-esodo – ha spiegato il governatore – avevano trovato rifugio nel Kurdistan iracheno, e il loro rientro procede in parallelo con il ripristino delle abitazioni e delle reti dei servizi elettrici e idraulici nelle cittadine e nei villaggi (come Bartella, Qaraqosh, Karmles e Teleskof) da dove erano stati costretti a fuggire.
Le notizie su un consistente rientro di cristiani nella Piana di Ninive vengono indirettamente confermate anche dalle disposizioni sulla sospensione dei programmi di accoglienza abitativa che fin dal 2014 erano stati posti in essere nel Kurdistan iracheno dall'arcidiocesi caldea di Erbil, per soccorrere gli sfollati provenienti dalle aree cadute sotto il controllo del sedicente Stato islamico. La sospensione dei programmi emergenziali di soccorso è iniziata già a luglio, e adesso cominciano a essere pubblicati dati che danno la misura della consistente operazione di soccorso messa in atto da strutture e istituzioni ecclesiali. I responsabili dei comitati e dei programmi di accoglienza – riportano la testata online ankawa.com – riferiscono di aver sostenuto finanziariamente il primo soccorso e la sistemazione di 2.423 nuclei familiari. Per programmi di assistenza abitativa, sanitaria e alimentare, durati 27 mesi, sono stati spesi almeno 11 milioni di dollari, e tutte le erogazioni di denaro a favore delle singole famiglie risultano adeguatamente rendicontate. I responsabili del comitato di accoglienza e soccorso indicano i Cavalieri di Colombo e la Conferenza episcopale italiana tra i principali sostenitori dei programmi messi in atto per soccorrere i profughi cristiani provenienti dalla Piana di Ninive.