giovedì, marzo 15, 2018

 

Back to life in iraq, le opere di Matti al-Kanun in mostra all'isola di San Servolo


Back to life in iraq, le opere di Matti al-Kanun in mostra all'isola di San Servolo Eventi a Venezia
Back to Life in Iraq: a Venezia la storia del pittore cristiano siriaco Matti al-Kanun, le cui opere sono state sfregiate dall’Isis, sbarca per la prima volta in Italia. Dopo l'installazione di tre opere all'Oratorio San Lodovico, sbarca a Venezia, nell’Isola di san Servolo e per la sua prima volta in Italia, il pittore Matti al Kanun, la cui storia è stata scoperta e raccontata dal giornalista Emanuele Confortin. Diciannove opere, restaurate dal pittore e dagli studenti di Ca' Foscari, saranno abbinate a fotografie scattate da Confortin sulle scene di guerra e da un documentario che contestualizza la storia di Al-Kanun.
L'inaugurazione
L'inaugurazione del 16 marzo 2018 sarà preceduta da una giornata di studi che illustrerà la situazione in Iraq, la storia di Al-Kanun, il processo di restauro dei dipinti su cui sono rimaste simboliche cicatrici  e si affronteranno temi quali i diritti umani e la questione della minoranza yazidi, la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente, l'arte come forma di resistenza alla guerra.
L'organizzazione

L’iniziativa è organizzata dal Center for the Humanities and Social Change dell’Università Ca'Foscari, un centro di ricerca interdisciplinare che valorizza il ruolo della cultura umanistica nell'affrontare i grandi temi della globalizzazione e del pluralismo culturale, l'associazione Nuova Icona, da anni specializzata nella scena artistica contemporanea di Iraq e vari altri paesi mediorientali, e della San Servolo Srl, che conferma la vocazione dell'isola come sede di eventi di alto profilo artistico e civile.
L'artista
Rifugiato iracheno, uomo mite, lontano dai palcoscenici, Al Kanun rappresentava nei suoi dipinti soggetti di varia natura, spesso ispirati al Rinascimento italiano, inclusi temi a sfondo religioso legati alla sua identità cristiana. I jihadisti lo hanno costretto a fuggire dalla sua casa a Bartella, cittadina a maggioranza cristiana, e dopo l’inclusione nel Califfato di Abu Bakral Baghdadi nel 2014, la casa è stata saccheggiata e le opere di Al Kanun deturpate dalla furia iconoclasta degli occupanti.

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