venerdì, giugno 05, 2015

 

Rinviata a settembre la nomina del Patriarca della Chiesa Assira dell'Est.

By Baghdadhope*

Con un comunicato ufficiale il Sinodo della Chiesa Assira dell'Est riunitosi il 2 giugno ad Erbil, nel Kurdistan iracheno, ha annunciato la posposizione della nomina del futuro patriarca (successore di Mar Dinkha IV spentosi nel marzo scorso) al futuro sinodo previsto sempre ad Erbil il 16 settembre prossimo.
Sinodo che sarà seguito dalla cerimonia di intronizzazione del nuovo patriarca il 27 dello stesso mese.
Secondo il comunicato l'auspicata riunione della Chiesa Assira dell'Est e di quella Antica dell'Est, e gli incontri e gli sforzi da essa richiesti, giustificano la posposizione della nomina.
In cosa consista questa giustificazione e cosa vorrà dire in termini pratici non è chiaro. Entrambe le chiese non riconoscono altra autorità che quella del loro patriarca: una potrebbe quindi confluire nell'altra riconoscendo la sua autorità patriarcale, ed in questo caso appare probabile che a farlo sia la Chiesa Antica dell'Est, dal 1970 guidata dal sessantacinquenne (data di nascita incerta) Mar Addai II, chiesa nata qualche anno prima con uno scisma proprio dalla Chiesa Assira dell'Est, e che conta pochi vescovi e pochi fedeli rispetto all'altra.
Una frase del comunicato pubblicato in inglese ed in arabo farebbe pensare infatti ad una tale soluzione:
"The Holy Church will work towards making this council the one and only unified Council of Hierarchs"
والذي تلتزم الكنيسة بذل كل مساعيها أن يكون المجمع المقبل واحدا وموحد
ا
Laddove la spiegazione potrebbe essere nelle parole "...one and only unified Council of Hierarchs" e, in arabo, "المجمع المقبل واحدا وموحدا...."  
Nessun accenno viene fatto invece nel comunicato alla possibilità di riportare  la sede patriarcale della Chiesa Assira dell'Est in Iraq, da dove è assente dal 1933 quando il governo iracheno esiliò l'allora Patriarca Mar Eshai Shimoun XXIII.
Pochi giorni fa il
vicario patriarcale per l'Australia e la Nuova Zelanda, nonchè metropolita del Libano, Mar Meelis Zaia, aveva annunciato una decisione a proposito da prendere proprio nel sinodo appena concluso. 

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