"La situazione sta peggiorando. Gridate con noi che i diritti umani sono calpestati da persone che parlano in nome di Dio ma che non sanno nulla di Lui che è Amore, mentre loro agiscono spinti dal rancore e dall'odio.
Gridate: Oh! Signore, abbi misericordia dell'Uomo."

Mons. Shleimun Warduni
Baghdad, 19 luglio 2014

31 agosto 2026

Dopo una pausa di cinque anni, il Patriarca Nona presiede una riunione del Consiglio dei Vescovi Cattolici in Iraq

28 agosto 2026

Sua Beatitudine il Patriarca Mar Paolus III Nona, ha presieduto questa mattina, venerdì 28 agosto 2026, una riunione del Consiglio dei Vescovi Cattolici in Iraq, cinque anni dopo l'ultima riunione del 2021, quando i vescovi si preparavano alla storica visita del compianto Papa Francesco in Iraq.
Il consiglio ha rilasciato una dichiarazione, il cui testo integrale è riportato di seguito:

Dichiarazione rilasciata dal Consiglio dei Vescovi Cattolici in Iraq «Affinché siano tutti uno» (Giovanni 17:21)

Il Consiglio dei Vescovi Cattolici dell'Iraq si è riunito venerdì 28 agosto 2026 presso il Complesso Patriarcale Caldeo di Mar Addai e Mar Mari ad Ankawa – Erbil, sotto la presidenza di Sua Beatitudine il Patriarca Mar Paolus III Nona, Patriarca dei Caldei, e alla presenza delle Loro Eccellenze i membri del Consiglio e dell'Arcivescovo Miroslav Wajovsky, Ambasciatore Pontificio in Iraq.
La riunione è iniziata con una preghiera, seguita da un discorso di Sua Beatitudine il Patriarca che ha dato il benvenuto ai membri del Concilio e al Nunzio Apostolico, esprimendo la sua gratitudine per la loro partecipazione e per l'impegno a riprendere il lavoro comune della chiesa.
A seguire è intervenuto Sua Eccellenza il Nunzio Apostolico, dopodiché i membri del Concilio hanno eletto Sua Eccellenza il Vescovo Firas Dardar come Segretario del Concilio.
Nel suo discorso, Sua Beatitudine il Patriarca Nona ha affermato che la riunione dei vescovi non è una mera questione organizzativa o amministrativa quanto un'espressione tangibile della natura della chiesa come comunione nella fede, nella missione e nel servizio. Ha poi sottolineato che il Consiglio dei Vescovi Cattolici in Iraq rappresenta un organismo fondamentale nella vita e nella missione della chiesa e che il rafforzamento della sua efficacia richiede la regolarità delle sue riunioni, il consolidamento di un'autentica responsabilità condivisa, l'attivazione di commissioni e istituzioni comuni e un procedere in spirito sinodale che ascolti la guida dello Spirito Santo per la chiesa. 
Sua Beatitudine ha inoltre sottolineato che la diversità di opinioni non contraddice l'unità della chiesa ma, anzi, la arricchisce quando la ricerca della verità è condotta con spirito di amore, ascolto e discernimento. Ha inoltre esortato a trovare un punto d'incontro di fronte alle sfide comuni, a sostenere i credenti nelle loro diverse circostanze e ad annunciare il messaggio del Vangelo con chiarezza, coraggio e speranza.
Da parte sua, Sua Grazia il Vescovo Miroslav Wajovski ha espresso la sua gioia per la ripresa dei lavori del Concilio dopo una pausa di diversi anni lodando la ricchezza della chiesa cattolica in Iraq e la diversità delle sue chiese di diritto particolare e delle loro tradizioni liturgiche e spirituali che si integrano in un unico mosaico ecclesiastico con Cristo come centro e fondamento della sua unità.
Il Nunzio Apostolico ha trasmesso la sollecitudine di Papa Leone XIV per i cristiani in Iraq e la sua paterna vicinanza a loro sottolineando che tale sollecitudine costituisce un invito a rafforzare la comunione e a intensificare la cooperazione tra le chiese cattoliche affinché la chiesa possa continuare a compiere la sua missione e rimanere un segno vivo di speranza in mezzo alle difficoltà. Il Nunzio ha inoltre evidenziato l'importanza di fornire il sostegno necessario affinché i cristiani possano rimanere nella loro patria salvaguardando i loro diritti, la loro dignità e la piena cittadinanza e creando opportunità per i giovani ed il loro contribuire attivamente al presente e al futuro della chiesa affinché la presenza cristiana in Iraq rimanga una luce inestinguibile e una testimonianza viva del Vangelo nel cuore del Medio Oriente. 
I membri del consiglio hanno successivamente letto la bozza di regolamento interno proposta e ne hanno discusso i punti principali con l'intesa che la discussione si sarebbe conclusa in preparazione all'approvazione nella prossima seduta, prevista per il 26 novembre 2026. 
Sua Beatitudine il Patriarca ha inoltre presentato la decisione del Patriarcato caldeo di aprire le porte del Seminario Patriarcale ai candidati di tutte le chiese cattoliche in Iraq descrivendola come un passo concreto che riflette lo spirito di comunione e cooperazione nella formazione sacerdotale.
Ha inoltre informato il Concilio della costituzione di un organo amministrativo per il seminario che include un sacerdote della chiesa cattolica siriaca rafforzando così il carattere cattolico condiviso di questa istituzione formativa e consentendo alle chiese irachene di contribuire alla sua missione e responsabilità. 
Il Consiglio ha poi ospitato il Direttore di Caritas Iraq che ha fornito una panoramica della situazione attuale dell'organizzazione e della sua missione umanitaria e pastorale ed ha anche presentato i principali programmi e progetti a favore dei bisognosi, degli sfollati, delle famiglie e dei gruppi più vulnerabili, nonché le attività di soccorso, sviluppo e sostegno alle comunità. 
Alla presentazione è seguito un dibattito sulle modalità per migliorare l'operato di Caritas e rafforzare il coordinamento con le chiese e le diocesi cattoliche in Iraq. Alla luce di quanto esposto il Consiglio ha costituito un comitato di vescovi incaricato di studiare la realtà di Caritas Iraq, valutarne la missione e i meccanismi di funzionamento e presentare al Consiglio proposte adeguate che contribuiscano a migliorarne l'operato e a potenziarne il servizio umanitario ed ecclesiale.
Il Consiglio ha inoltre ospitato il Decano del Babel College of Philosophy and Theology che ha presentato una panoramica della situazione attuale dell'istituto, del suo percorso accademico e formativo, dei suoi programmi di studio, delle sfide che deve affrontare e delle prospettive per lo sviluppo della sua missione al servizio della formazione teologica, filosofica e culturale. 
A questo proposito i membri del Consiglio hanno sottolineato l'importanza dell'istituto e il suo ruolo nella preparazione di sacerdoti, uomini e donne consacrati e laici, nonché la necessità di sostenere la sua missione e rafforzare la sua presenza come istituzione accademica al servizio di tutte le chiese cattoliche in Iraq. 
Il consiglio ha anche discusso lo stato attuale dei suoi comitati e istituzioni congiunti esplorando le modalità per migliorarne l'efficacia, definirne le responsabilità e rafforzare il coordinamento tra di essi. Si è discusso inoltre dell'organizzazione dei tribunali ecclesiastici ed è stato nominato un supervisore generale. La selezione dei supervisori per i restanti comitati congiunti sarà completata nella prossima riunione del consiglio. Nella parte conclusiva dell'incontro i vescovi hanno esaminato la situazione delle diocesi e le condizioni generali dei cristiani in diverse zone dell'Iraq concentrandosi sulle sfide demografiche, sociali, economiche e giuridiche che i fedeli e le loro famiglie si trovano ad affrontare. Il Consiglio ha sottolineato la necessità di unire gli sforzi e rafforzare l'azione congiunta per difendere i diritti dei cristiani, consolidare la loro presenza nelle terre ancestrali e nelle aree storiche, sostenere le famiglie e i giovani e collaborare con tutte le persone di buona volontà per costruire uno Stato che rispetti la dignità umana, preservi l'autentica diversità della società irachena e garantisca la parità di cittadinanza e lo stato di diritto. 
Il Concilio ha infine concluso la sua riunione con una preghiera ed offrendo suppliche per la pace, l'unità e la stabilità dell'Iraq e affinché la chiesa cattolica, con tutte le sue chiese e tradizioni, continui la sua missione di servizio all'umanità, di promozione della fraternità e di testimonianza di Cristo e della speranza del Vangelo. 

Consiglio episcopale cattolico dell'Iraq Ankawa-Erbil, 28 agosto 2026