"La situazione sta peggiorando. Gridate con noi che i diritti umani sono calpestati da persone che parlano in nome di Dio ma che non sanno nulla di Lui che è Amore, mentre loro agiscono spinti dal rancore e dall'odio.
Gridate: Oh! Signore, abbi misericordia dell'Uomo."

Mons. Shleimun Warduni
Baghdad, 19 luglio 2014

12 aprile 2010

Prima comunione a Baghdad: preservare il passato guardando al futuro










By Baghdadhope*

Una cerimonia particolare si è svolta negli scorsi giorni nella chiesa caldea di Mar Eliya a Baghdad.
35 tra bambini e bambine hanno ricevuto la prima comunione.
Fin qui niente di strano, anche nei periodi più bui che l'Iraq ha attraversato il sacramento della prima comunione è sempre stato somministrato, anche se solo a pochi bambini.
Ciò che ha reso unica la giornata è stata la richiesta fatta dal parroco della chiesa alle famiglie dei bambini di vestirli in modo diverso rispetto agli anni passati. Così è stato che all'altare si sono presentati piccoli uomini e piccole donne che indossavano i vestiti tradizionali dei villaggi di provenienza delle loro famiglie cuciti dalle donne di casa.

Padre Douglas Al Bazi ha spiegato a Baghdadhope il perchè di questa scelta controcorrente.
"Quando ho proposto di far indossare ai bambini i vestiti tradizionali le famiglie erano perplesse fino al punto di parlarne direttamente con il nostro patriarca, il Cardinale Mar Emmanuel III Delly, che mi ha chiesto il perchè di quella richiesta. La mia risposta è stata che mi sembrava il modo giusto per affermare la nostra identità che è fatta di liturgia, lingua, cibo, tradizione ma anche di abbigliamento. Non si tratta di un ritorno al passato, quanto piuttosto del desiderio di vivere il presente e pensare al futuro senza perdere ciò che ci ha reso ciò che siamo."
E' la prima volta che la cerimonia della prima comunione prevede gli abiti tradizionali?
"Per quanto ne sappia io negli ultimi decenni sì. Molti anni fa si usava vestire i bambini e le bambine come degli sposi in miniatura. Nel duro periodo dell'embargo si usò invece vestirli come piccole suore e piccoli monaci. Perchè non con gli abiti tradizionali?"
Gli abiti sono quindi rappresentativi delle tradizioni dei villaggi o anche delle città?
"La maggior parte delle famiglie dei bambini viene da villaggi del nord come Tel kaif, Batnaya o Tellesqof. Ma ce ne sono alcune originarie di Mosul ed in quel caso i bambini sono indistinguibili nell'abbigliamento dai bambini arabi. C'è anche un bambino che viene da un villaggio a maggioranza assira e che quindi veste con gli abiti tradizionali assiri."
Le famiglie erano perplesse dunque, e poi?
"Poi però la cerimonia è piaciuta a tutti tanto che anche chi aveva portato dei vestiti di ricambio da fare indossare ai bambini una volta finita ha preferito che rimanessero vestiti in modo tradizionale. Noi siamo iracheni e cristiani, quelle sono le nostre tradizioni. Ricordarle potrà solo arricchire il nostro bagaglio culturale. I colori ed i decori non hanno tolto nulla alla sacralità del momento che è stata a lungo preparata dal catechismo, ma sono certo che rimarranno per sempre nei ricordi di quei bambini e dei loro genitori."