"La situazione sta peggiorando. Gridate con noi che i diritti umani sono calpestati da persone che parlano in nome di Dio ma che non sanno nulla di Lui che è Amore, mentre loro agiscono spinti dal rancore e dall'odio.
Gridate: Oh! Signore, abbi misericordia dell'Uomo."

Mons. Shleimun Warduni
Baghdad, 19 luglio 2014

21 febbraio 2014

Iraq: insegnamento del siriaco e della religione cristiana in 152 scuole pubbliche


Il Ministero dell'educazione dell'Iraq ha disposto che il siriaco e l'insegnamento della religione cristiana siano introdotti nei currucula di 152 scuole pubbliche nelle province di Baghdad, Ninive e Kirkuk. Lo scopo dichiarato è quello di contribuire a preservare la lingua madre di tutte le comunità confessionali cristiane autoctone ancora presenti nel Paese, segnate negli ultimi anni da una drastica riduzione numerica a causa dell'impennata dei flussi migratori registrata dopo la caduta del regime baathista. Le 152 scuole sono state selezionate nelle aree del Paese dove è maggiore la concentrazione di battezzati. Secondo i dati forniti ai media da Emad Salem Jeju– che guida la Direzione per lo studio del siriaco - le scuole coinvolte nel progetto sono frequentate da più di 20mila studenti. Lo stesso Jeju ha confermato che l'Assemblea dei vescovi cattolici in Iraq entro il prossimo anno preparerà delle nuove linee guida per l'insegnamento scolastico della religione cristiana. I cristiani in Iraq appartengono a 14 diverse denominazioni confessionali. In alcune delle classi coinvolte nel progetto, tutte le materie - e non solo il corso di siriaco e quello di educazione religiosa - vengono insegnate in lingua siriaca. In Iraq, dall'agosto 2011, è stata istituita la Direzione generale di Arte e Cultura siriaca. Da allora sono aumentate le iniziative volte a favorire la ripresa dell'uso della lingua siriaca. Nel Kurdistan le politiche a sostegno del siriaco erano state inaugurate già negli anni Novanta. Di recente il Parlamento iracheno ha riconosciuto anche il siriaco e l'armeno tra le lingue ufficiali del Paese, insieme al linguaggio parlato dai Turkmeni. La legge sulle lingue ufficiali è stata approvata dalla Camera dei Rappresentanti martedì 7 gennaio, e costituisce il punto d'arrivo di dieci anni di sforzi e mobilitazioni per far riconoscere a livello legislativo un principio già affermato dalla Costituzione, che lo garantiva come espressione dell'uguaglianza dei diritti esercitati da tutti i cittadini iracheni. Di fatto, fino a quel momento, le uniche lingue riconosciute come ufficiali dall'amministrazione pubblica erano l'arabo e il curdo. Le iniziative che favoriscono l'uso corrente della lingua siriaca sono state accolte con soddisfazione dai gruppi militanti più impegnati nella difesa identitaria delle popolazioni assire, caldee e siriache, come l'Assyrian Democratic Movement. Allo stesso tempo, va registrato il fatto che in gran parte delle famiglie cristiane il siriaco non viene più parlato correntemente. Per questo motivo molti genitori cristiani hanno manifestato una certa riluttanza a iscrivere i propri figli nelle classi dove tale lingua viene utilizzata nell'insegnamento di tutte le materie.

Fides: Progetto-pilota per l'insegnamento del siriaco e della religione cristiana in 152 scuole
21 febbraio 2014

Al Monitor:
Iraq moves to preserve Christian heritage, Syriac language
19 febbraio 2014