"La situazione sta peggiorando. Gridate con noi che i diritti umani sono calpestati da persone che parlano in nome di Dio ma che non sanno nulla di Lui che è Amore, mentre loro agiscono spinti dal rancore e dall'odio.
Gridate: Oh! Signore, abbi misericordia dell'Uomo."

Mons. Shleimun Warduni
Baghdad, 19 luglio 2014

22 agosto 2022

A quasi vent'anni dalla caduta del regime baathista e dall'importazione della democrazia in Iraq i cristiani sono ancora "cittadini di seconda classe"

By Baghdadhope* - Patriarcato caldeo


Sia nel discorso introduttivo al sinodo della chiesa caldea che ha iniziato oggi i lavori, sia nell'appello da subito rivolto dai vescovi alla classe politica irachena, sono presenti quegli elementi ormai da decenni ricorrenti che misurano il grado di difficoltà in cui versa la piccola comunità cristiana del paese. 
"I cristiani iracheni" ha ribadito il patriarca caldeo, Cardinale Mar Louis Raphael Sako, "scompariranno se non ci sarà un significativo cambiamento nel pensiero e nel sistema che regola lo stato." 
"L'eredità islamica" ha continuato Mar Sako, "rende i cristiani cittadini di seconda classe e permette la loro emarginazione ed il sequestro dei loro beni" riferendosi alle proprietà immobiliari e terriere confiscate ai cristiani da diversi attori che da 19 anni a questa parte si sono succeduti sulla scena politica irachena.
Per porre fine a questa situazione "La costituzione e le leggi devono essere riformulate così da eliminare il settarismo, i nepotismi ed i favoritismi e stabilire un sistema veramente democratico basato sulla piena cittadinanza di tutti i cittadini."   
"L'Iraq" si legge nell'appello dei vescovi, "da vent'anni a questa parte non ha conosciuto né calma né stabilità e l'attuale stallo politico si riflette negativamente sulla situazione sociale ed economica del paese" con un chiaro riferimento al fatto che a 10 mesi dalle elezioni nel paese non ci sia ancora un governo eletto o nominato. 
I politici iracheni, continua l'appello,  devono "dare priorità all'interesse, all'integrità territoriale, alla sovranità ed alla sicurezza del paese servendo i cittadini provati da decenni di crisi continue." 
Ciò che serve è: "un governo onesto in grado di assumersi la responsabilità dell'affrontare le gravi sfide con attenzione e fermezza, un governo forte che faccia rispettare la legge e l'ordine, che tenga conto dei conti pubblici e metta fine alla corruzione, un governo che promuova una cultura di reale cittadinanza, fratellanza, accettazione e rispetto per gli altri e fornisca i servizi necessari ai suoi cittadini."
Né più né meno di quanto i due patriarchi caldei che si sono succeduti alla guida della più numerosa comunità cristiana irachena a partire dalla caduta del regime baathista, Mar Emmanuel III Delly ed il Cardinale Mar Louis Raphael Sako, hanno chiesto ogni volta che hanno potuto.