Venerdi 25 Giugno 2010
“Baghdad ha perduto la sua bellezza e non ne è rimasto che il nome.
Rispetto a ciò che essa era un tempo, prima che gli eventi la colpissero e gli occhi delle calamità si rivolgessero a lei, essa non è più che una traccia annullata, o una sembianza di emergente fantasma.”
Ibn Battuta
Baghdad, 19 luglio 2014
25 giugno 2010
Iraq: Il nemico invisibile.I cristiani a Mosul: parla il loro arcivescovo
Venerdi 25 Giugno 2010
17 febbraio 2010
Mosul: ucciso uno studente cristiano, la comunità denuncia un “massacro politicizzato”
Ancora sangue cristiano versato a Mosul, nel nord dell’Iraq. Questa mattina un commando armato ha ucciso un giovane universitario e ha ferito un amico, che si trovava sul luogo dell’agguato. L’ennesimo attacco mirato contro la comunità è solo l’ultimo episodio di una lunga striscia di sangue, a breve distanza dal doppio omicidio di due commercianti e il rapimento di un uomo, avvenuto il 13 febbraio scorso.
La vittima è Zayia Thomas, studente della facoltà di ingegneria dell’università di Mosul. Il giovane è stato freddato a colpi di pistola nel quartiere di Al Tahrir. Nell’agguato è rimasto ferito anche Ramsen Shamyael, della facoltà di farmacia, che in compagnia dell’amico si stava recando in università.
Fonti cristiane di AsiaNews a Mosul parlano di “atmosfera di panico che regna fra i cristiani”, molti dei quali “hanno chiuso i loro negozi e non escono più di casa”. La gente è barricata dentro le mura della propria abitazione e teme il ripetersi di simili attacchi. “Molte altre persone – continua la fonte, in condizioni di anonimato per motivi di sicurezza – lasciano la città verso i villaggi della piana di Ninive”.
“Prima delle elezioni – aggiunge un fedele di Mosul – vogliono svuotare la città dai cristiani”. La comunità, che si sente sempre più sola e abbandonata, denuncia il silenzio del governo locale e dell’esecutivo centrale, a Baghdad. “È un massacro politicizzato e ben organizzato” aggiunge la fonte di AsiaNews, che sembra confermare quanto detto in precedenza da una personalità politica cristiana di alto profilo a Erbil, nel Kurdistan irakeno. “Anche gli attacchi a Baghdad del recente passato – ha commentato il leader politico – sono legati al progetto di una zona dove confinare la comunità cristiana."
16 febbraio 2010
Mosul, anti-Christian violence: two murders and a kidnapping in 24 hours
Yesterday a Christian fruit vendor was killed in the district 17 Tammouz. The man, Najim Abdullah Fatoukhi of 42 years, was shot to death in front of his shop. The attackers fired from a car, and got away undisturbed.
The previous day, Sunday, February 14, Rayan Bashir Salem was killed. An armed commando entered the man's house in the neighbourhood of Al Mishraq, and shot him at point blank range. In the ambush his brother, Thair was wounded. The victim, also a merchant, owned a frozen goods store.
Finally, on 13 February, a gang kidnapped Sabah al Dahhan. Local sources said the kidnappers have demanded "a high amount of money" for his release.
Sources for AsiaNews in Mosul, asking for anonymity for security reasons, said the "persecution continues in complete indifference" and added that "Christians are living in a state of panic and are trying to leave the city."
Christians are convinced that "these are not normal criminals" behind the attacks and that there are "specific political plans": the creation of a Christian enclave in the plain of Nineveh and the government "does nothing to counter it."
A high-profile Christian political figure in Erbil, Iraqi Kurdistan, explains that "even the attacks in Baghdad" in the recent past - which caused hundreds of dead or injured - are related to "project for an area to pen up the Christian community" .
26 gennaio 2010
Un altro attacco ai cristiani di Mosul
Nel corso del prossimo sinodo del Medio Oriente che si terrà a Roma a metà ottobre il Vaticano dovrà trovare il modo di fermare l'emorragia dei cristiani dal Medio Oriente.
Another attack to the Christians of Mosul
18 gennaio 2010
Christianity is dying in Mosul (II)
La cristianità muore a Mosul (II)
Il sito web Ankawa.com, attento e vicino osservatore delle questioni legate agli iracheni di fede cristiana, ha espresso oggi una valutazione uguale a quella espressa da questo blog solo ieri, (La cristianità muore a Mosul) quella cioè di un cambiamento nella tattica di intimidazione della comunità cristiana che pare escluda i grossi attentati capaci, per la loro entità, di attirare proteste, a favore di attacchi mirati ai singoli in grado di spargere il terrore nella comunità.
Una tale valutazione ha accompagnato la notizia dell'uccisione di un altro cristiano nel quartiere settentrionale di Hay Assadiq, il quarantacinquenne Hamiad Abdalahad Kagho, e quella che, secondo alcune fonti di Ankawa.com gli omicidi stanno accadendo in aree della città dove forte è la presenza delle forze di polizia.
Secondo queste fonti, ad esempio, il cinquantaduenne Sa'adallah Yousef Girgis, ucciso a sangue freddo davanti al suo negozio di frutta e verdura avrebbe gridato prima di cadere a terra, gli sarebbero state mozzate dagli assassini alcune dita e gli stessi assassini dopo aver sparato dei colpi in aria si sarebbero allontanati indisturbati a piedi. Il tutto, appunto in un'area controllata dalla polizia che per questo si dovrebbe poter dire "sicura".
Tutto ciò considerato non si può fare a meno di ricordare l'appello che Mons. Shleimun Warduni lanciò a metà dicembre dello scorso anno, quando, a seguito dei ripetuti attacchi alle chiese di Mosul dichiarò che la comunità era stanca delle belle parole di solidarietà che sempre nelle occasioni di lutto vengono sprecate, e che era ora che le promesse di protezione fatte dal governo diventassero fatti.
Se andrà avanti così una cosa è certa, il governo non dovrà più preoccuparsi: non si protegge chi non c'è più.
7 settembre 2009
Mosul: ancora omicidi e sequestri di cristiani, per costringerli nella piana di Ninive
Il 3 settembre – anche se la notizia è circolata solo ieri – è stato rinvenuto il cadavere di Salem Barjjo, un commerciante cristiano di Mosul rapito agli inizi di agosto, molto legato alla chiesa locale. Per la sua liberazione, i malviventi avevano chiesto un riscatto molto alto, che la famiglia non era in grado di pagare.
La scorsa settimana a Mosul, 370 km a nord di Baghdad, una banda di criminali ha rapito Hikmat Sayid, di fede cristiana. Anche in questo caso i rapitori hanno chiesto una somma di denaro molto elevata, che la famiglia difficilmente riuscirà a versare. A Kirkuk resta avvolta nel mistero la sorte di Samir Jarjis, medico cristiano molto conosciuto in città, sequestrato il 18 agosto scorso e ancora nelle mani dei rapitori. Per il suo rilascio leader musulmani - sciiti e sunniti - e cristiani hanno lanciato lanciato un appello durante la cena in arcivescovado a Kirkuk, il 29 agosto scorso, promossa da mons. Louis Sako per festeggiare l'inizio del Ramadan, il mese sacro per i musulmani.
Fonti di AsiaNews a Mosul denunciano un clima di “paura, solitudine e preoccupazione” che domina nella minoranza cristiana. Torna a crescere il pericolo di “una fuga di massa” della comunità cristiana, soprattutto se la situazione “non migliorerà in vista dell’apertura delle scuole”. Secondo la fonte di AsiaNews questa nuova campagna intimidatoria contro la comunità cristiana “nasconde risvolti di carattere politico: si vuole creare un clima di violenze in vista della tornata elettorale del gennaio 2010. Il progetto è creare un’enclave nella piana di Ninive e costringere – anche con la forza, a colpi di attentati ed esecuzioni mirate – i cristiani a uno spostamento forzato”.
Mosul: more kidnappings and murders of Christians, to force them to the plain of Nineveh
On September 3 - although the news was first reported yesterday - the corpse of Barjjo Salem, a Christian businessman, closely tied to the local church, kidnapped in Mosul in early August was found. For his release, the criminals had demanded a huge ransom, which the family was not able to pay. Last week in Mosul, 370 km north of Baghdad, a gang of criminals kidnapped Hikmat Sayid, a Christian. In this case too, the kidnappers have demanded an enormous sum of money that the family will hardly be able to pay. In Kirkuk, the fate of Samir Jarjis, a Christian physician well known in the town, kidnapped on 18 August and still in the hands of kidnappers, remains shrouded in mystery. Muslim leaders - Shiites and Sunnis - and Christians launched an appeal for his release at the dinner in archbishopric in Kirkuk on 29 August, sponsored by Msgr. Louis Sako to celebrate the start of Ramadan, the holy month for Muslims. Sources for AsiaNews in Mosul denounce the climate of "fear, loneliness and concern" that dominates the Christian minority there. The growing danger of a "mass exodus" of the Christian community looms once again, especially if the situation "does not improve in view of the opening of schools." According to AsiaNews sources this new campaign of intimidation against the Christian community "has hidden political implications: it wants to create a climate of violence ahead of elections in January 2010. The project is to create an enclave in the plain of Nineveh and compel - even by force, such as bombings and targeted assassinations - the Christians to move there”.