martedì, dicembre 06, 2016

 

Le Unità di Protezione della Piana di Ninive promuovono una campagna d'arruolamento tra i cristiani

By Fides

Le Unità di Protezione della Piana di Ninive (PNU), organizzazione paramilitare costituitasi n Iraq nel 2014 e composta perlopiù da cristiani assiri, siri e caldei, ha annunciato l'apertura di una campagna d'arruolamento su base volontaria, rivolta in particolare a giovani uomini delle comunità cristiane locali della regione di Mosul e della Piana di Ninive intenzionati a partecipare alle operazioni militari per la riconquista e la difesa dei centri abitati delle terre che erano state occupate dai jihadisti dell'autoproclamato Stato Islamico (Daesh).
Nel testo di indizione della campagna d'arruolamento, reso noto anche dai media locali, si sollecitano i giovani cristiani ad arruolarsi volontariamente nelle Unità di Protezione anche per favorire e garantire il ritorno in piena sicurezza alle proprie case e alle proprie città da parte delle migliaia di cristiani che erano fuggiti dalle città della Piana di Ninive tra il giugno e l'agosto 2014, davanti all'avanzare delle milizie jihadiste. Nel documento si riportano anche i nomi dei responsabili da contattare per comunicare la propria intenzione di arruolarsi, divisi per area di competenza.
A fine novembre il generale Riad Jalal Tawfiq, comandante delle forze di terra dell'esercito iracheno impegnate nella riconquista di Mosul, aveva confermato che le Unità di Protezione armata organizzate su base confessionale, compresi i gruppi composti da cristiani siri e assiri, sarebbero state coinvolte ufficialmente nel sistema di sicurezza e autodifesa delle zone della Piana di Ninive già sottratte ai jihadisti dello Stato Islamico (Daesh). Il generale iracheno aveva aggiunto che le milizie locali costituitesi su base tribale o etnico-confessionale (compresi i turkmeni e i membri della minoranza etnico-religiosa Shabak) avranno un ruolo di primo piano anche nella gestione dell'accoglienza e della fornitura di cibo e beni di prima necessità ai profughi che faranno ritorno alle proprie case.

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