martedì, luglio 19, 2016

 

Barzani cerca l'appoggio dei cristiani all'indipendenza del Kurdistan iracheno

By Fides
 
Un referendum futuro per sancire la piena indipendenza del Kurdistan iracheno e l'assicurazione che i cristiani potranno tornare a vivere come “padroni di casa” nei villaggi della Piana di Ninive conquistati dai miliziani dell'autoproclamato Stato Islamico (Daesh), quando i jihadisti saranno sconfitti e anche Mosul verrà liberata. Sono questi alcuni dei punti chiave toccati nell'incontro svoltosi sabato scorso, 16 luglio, a Erbil, tra il leader curdo Masud Barzani, Presidente della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, e i rappresentanti di sigle e partiti politici formati da leader e attivisti cristiani e operanti nella regione.
I contenuti dell'incontro, richiamati anche nei comunicati diffusi dalla Presidenza della Regione autonoma del Kurdistan, documentano l'intenzione del Presidente Barzani di coinvolgere tali formazioni politiche nell'elaborazione di un piano preliminare sull'assetto politico futuro della Regione, prima della riconquista di Mosul e della definitiva liberazione delle terre attualmente controllate dal Daesh (date evidentemente per scontate e imminenti).
Riferendosi ai politici cristiani, Barzani ha ribadito che “queste persone hanno il diritto di determinare il proprio futuro” e li ha invitati a rimanere soggetti attivi nel processo politico che coinvolge l'intera area. L'ipotesi prefigurata nei colloqui è sempre quella di fare della Piana di Ninive una “provincia autonoma a maggioranza cristiana”; e poi permettere agli abitanti della Provincia di scegliere, attraverso un referendum, il proprio inquadramento politico sotto il governo di un Kurdistan iracheno indipendente, piuttosto che sotto il governo federale con sede a Baghdad.
Il comunicato della presidenza della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, pervenuto all'Agenzia Fides, sottolinea l'urgenza di trovare un accordo previo sul futuro profilo politico dell'area, che garantisca ai gruppi minoritari di vivere in pace e sicurezza, senza essere esposti alle violenze e alle discriminazioni subite a più riprese nelle varie fasi storiche. garantire la vita dei gruppi in sicurezza senza essere esposti ai problemi del passato. Il disegno strategico curdo sembra appunto quello di riconoscere autonomia amministrativa alle aree dove sono concentrate le minoranze, nel quadro di una progressiva affermazione del progetto indipendentista. Per questo, ai gruppi minoritari viene chiesto anche di impegnarsi militarmente a fianco delle forze curde Peshmerga nella liberazione di Mosul e delle terre ancora in mano ai jihadisti.
La conquista di Mosul e della Piana di Ninive da parte del Daesh ha provocato la fuga di circa 120mila cristiani, gran parte dei quali sono ancora dislocati come rifugiati ad Erbil e in altre aree del Kurdistan iracheno.

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