lunedì, dicembre 07, 2015

 

“Sotto la spada di Cesare”, i Cristiani oggi e le persecuzioni

By Romasette
Daniele Piccini

Fuggire? Resistere? Perdonare?
Qual è la reazione dei cristiani davanti alla violazione della loro libertà religiosa? Una ricerca, condotta da 14 gruppi di ricercatori su un centinaio di comunità cristiane insediate in trenta paesi, tenta ora di rispondere a queste domande.
I risultati di questa indagine globale, la prima del suo genere, verranno presentati in un convegno internazionale – dal titolo “Under Caesar´s Sword: Christian Response to Persecution” (“Sotto la Spada di Cesare”) – che si svolgerá a Roma, presso l’Aula Magna della Pontificia Università Urbaniana, da giovedí 10 dicembre a sabato 12.
Il convegno, patrocinato da “Aiuto alla Chiesa che soffre”, è organizzato dal “Centro per i Diritti Civili e Umani” dell’Università di Notre Dame e dal “Progetto per la Libertà Religiosa” presso il Centro Berkley per la Religione, la Pace e gli Affari Mondiali della Georgetown University. Co-sponsor è la Comunità di Sant’Egidio.
Oltre alla celebrazione del 50° anniversario della Dignitatis Humanae, la dichiarazione del Concilio Vaticano II sulla libertà religiosa, il convegno – come suggerisce una nota degli organizzatori – si propone di «suscitare un vivace dibattito sul tema della persecuzione dei cristiani nel mondo con i giornalisti, i funzionari governativi, gli attivisti per i diritti umani, i leader della Chiesa, i rappresentati delle differenti religioni, gli studiosi, gli studenti ed il pubblico interessato che sarà presente». Obiettivo ultimo è te ed incoraggiare la solidarietà globale nei loro confronti»
Obiettivo ultimo è «richiamare l’opinione pubblica verso la difficile situazione delle comunità cristiane perseguitate ed incoraggiare la solidarietà globale nei loro confronti».
Internazionale e di alto profilo il panel dei relatori. Interverranno Paul Bhatti, politico pakistano, fratello di Shahbaz Bhatti, ucciso nel 2011 in un attentato per aver criticato la legge sulla blasfemía e preso le parti di Asia Bibi, una cristiana, madre di cinque figli condannata a morte e incarcerata l´8 novembre 2010 proprio sulla base di quella legge, per presunta offesa alla divinità. Sua Beatitudine, Louis Raphael I Sako, Patriarca caldeo-cattolico di Bagdad in Iraq, dove, dal 2003, la popolazione Cristiana si è più che dimezzata passando da 1,2 milioni a meno di 500.000. Il cardinal Charles Bo, Arcivescovo di Yangon in Birmania, dove una maggioranza di credenti buddisti (90%) perseguita una minoranza musulmana di etnia Rohingya, e ha già causato l´esodo di migliaia di cristiani dal Kachin, stato settentrionale della Birmania.
«La persecuzione dei Cristiani – nota Timothy Shah, direttore associato del “Progetto per la Libertà Religiosa” – ha assunto livelli di genocidio in alcune parti del mondo. Governi e chiese cristiane occidentali non sono coinvolti oppure non sanno come solidarizzare con i perseguitati in modo utile e intelligente. Il nostro progetto e la conferenza vogliono individuare strumenti pratici che ci potranno aiutare a rispondere in modo più efficiente».
«È un caso felice
– commenta Mary Ann Glendon, ex-ambasciatrice degli Stati Uniti presso la Santa Sede e relatrice del convegno – che questa conferenza si svolga proprio nella settimana dell´anniversario della Dignitatis Humanae e della Dichiarazione universale dei diritti dell´uomo, due documenti che sono autentiche stelle polari, la cui capacità di comprensione della libertà religiosa è più rilevante che mai nel problematico mondo di oggi».

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