mercoledì, settembre 10, 2014

 

Raccolti già 11mila euro per i cristiani in Iraq


Sono trascorsi pochi giorni dal lancio della campagna di raccolta fondi per i cristiani perseguitati in Iraq e il Movimento Shalom annuncia un ottimo risultato. «Abbiamo ricevuto oltre 11mila euro di offerte che abbiamo già provveduto ad inviare a padre Firas, referente di Shalom a Erbil in Iraq per sostenere le cure mediche dei feriti, dei malati e garantire cibo, vestiti e assistenza agli sfollati», spiegano dal Movimento.
Shalom informa che si può donare anche online direttamente dal sito www.movimentoshalom.org oppure tramite conto corrente cpostale (numeno 11858560 intestato a Movimento Shalom onlus oppure bonifico bancario presso CRSMiniato codice Iban IT49U0630071150CC1000006324 - nella causale specificare: "per i cristiani dell'Iraq").
«Direttamente da padre Firas – riprendono quelli di Shalom – ci è pervenuta una proposta shock che indica la situazione drammatica in cui stanno vivendo i cristiani, una richiesta di asilo di massa in Australia, Usa o Europa. Sono parole importanti, queste, parole pesanti, se si considera la lotta che in tutti questi anni è stata fatta perché i cristiani non sparissero dall'Iraq, ma che denotano il grado di disperazione cui essi sono arrivati».
La testimonianza di padre Firas è agghiacciante: «La gente non ha più speranza ed il problema ormai non è solo l'Isis perché i musulmani della Piana di Ninive, quelli con cui abbiamo sempre convissuto, stanno appropriandosi delle case e delle attività che i cristiani sono stati costretti a lasciare».
Il sacerdote iracheno, che nelle scorse settimane ha ricevuto anche una telefonata di incoraggiamento da papa Francesco, è responsabile del dispensario medico del campo profughi del santuario di Mart Shmoni che ospita dalle 400 alle 500 famiglie (con in media 5 componenti, circa 2500 persone, anche se i numeri variano di giorno in giorno perché le famiglie vanno e vengono e nessuno può contarle. « Non possiamo lasciare soli i nostri fratelli- dichiara don Andrea Cristiani lo dobbiamo prima di tutto come uomini e poi come cristiani. Se Firas che conosco da anni arriva a chiedere un asilo di massa vuol dire che la situazione è davvero insostenibile e drammatica. Non so se questa strada sia percorribile realmente ma il fatto è che non possiamo abbandonarli al loro destino. Singoli, gruppi, società civile, istituzioni nazionali e internazionali. Insieme dobbiamo fare qualcosa"
Shalom informa che continua anche la campagna di sensibilizzazione #anchioesclusodalcaliffato per tenere alta l'attenzione su questo tema. L'11 settembre ci sarà la " Seconda Camminata del sandalo" da Fucecchio a Cerreto Guidi dedicata proprio ai cristiani perseguitati nel mondo.

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