mercoledì, luglio 23, 2014

 

Iraq: Basta parole, è l'ora dei fatti.

By Baghdadhope*

CINQUE FAMIGLIE DI MOSUL OBBLIGATE ALLA CONVERSIONE ALL'ISLAM
In un'intervista a Al Sharq al Awsat, Duraid Hikmat Tobia, consigliere per le minoranze del governatorato di Ninive, ha affermato che ormai nella capitale del governatorato, Mosul, non rimarrebbero che 25 famiglie cristiane "che non sono potute fuggire per la presenza di congiunti anziani o invalidi". Sempre secondo Tobia alcune di queste famiglie sarebbero state costrette dai combattenti dell'ISIL a comparire di fronte al tribunale sciaraitico (tribunale islmaico che si rifà ai principi della shari'a) dove sarebbero state comunicate loro le scelte a disposizione in quanto cristiani: pagare la tassa di protezione o convertirsi all'Islam, se non addirittura scegliere tra la conversione e la "spada". Cinque di queste famiglie si sarebbero convertite all'Islam.
Nonostante questa notizia Tobia si è mostrato ottimista affermando che proprio l'espulsione dei cristiani da Mosul può rappresentare l'inizio della fine dell'ISIL in città visto che l'atto avrebbe suscitato la "pubblica indignazione" che potrebbe portare alla rivolta contro l'ISIL che potrebbe coinvolgere "altri gruppi armati"   

ISIL A MOSUL: FORSE IL CERCHIO SI STRINGE
Le parole di Duraid Tobia sembrano sostenute da notizie secondo le quali le azioni compiute dall'ISIL nei confronti dei cristiani di Mosul avrebbero suscitato indignazione anche tra gli stessi gruppi suoi alleati. Secondo vari siti alcuni gruppi armati (vedi nota in fondo alla pagina) alleati dell'ISIL che controllano i governatorati di Ninive, Kirkuk, Dyala, Anbar e Salahuddin
si sarebbero detti contrari alla persecuzione dei cristiani di Mosul. Secondo un comunicato diffuso dall'Esercito degli uomini della confraternita Naqshbandi e pervenuto al sito Shafaaq News "il nostro esercito è contrario a qualsiasi tipo di evacuazione forzata e di svuotamento dell'Iraq delle sue componenti, così come al cambiamento della mappa dell'Iraq e della regione dai punti di vista  politici e demografici."
"Il nostro esercito" continua il comunicato "crede nel diritto di cittadinanza e di pacifica coesistenza di tutti gli iracheni di diversi credi e appartenenze, nazionalità o regioni, senza discriminazioni"
I CRISTIANI IN KURDISTAN SCENDONO IN STRADA PER PROTESTA
A prendere posizione pubblica contro le azioni dell'ISIL a Mosul sono adesso anche i cristiani che vivono in Kurdistan. chiamati a partecipare ad una marcia di protesta pacifica che si terrà giovedì 24 luglio a partire dalle 10.00 e che inizierà dalla sede della Chaldean Cultural Society di Ankawa per terminare alla sede delle Nazioni Unite della città.

CAPI DELLE CHIESE CRISTIANE: E' ORA DI AIUTARE GLI SFOLLATI
In due giorni di riunione tenutasi nella sede arcivescocile caldea ad Ankawa, nel Kurdistan iracheno, i capi delle chiese cristiane in Iraq, guidati dal patriarca caldeo, Mar Louis Raphael I Sako, hanno discusso gli avvenimenti di Mosul.
Nel corso della riunione cui hanno partecipato anche rappresentanti delle Nazioni Unite, dell'Unicef e della Caritas irachena, i prelati hanno fatto appello alle organizzazioni nazionali ed internazionali perchè aiutino i profughi che si sono rifugiati ad Erbil, a Dohuk e nel villaggi della Piana di Ninive. Ringraziamenti sono stati rivolti al Governo Regionale Curdo per aver accolto e protetto molte famiglie cristiane.  
Il risultato della riunione sono tre richieste precise rivolte al governo: 
1: garantire la protezione ed i pieni diritti delle minoranze
2: garantire il sostegno finanziario alle famiglie sfollate che sono state spogliate di ogni bene e pagare gli stipendi degli impiegati al più presto assicurandone la sopravvivenza.
3.
raccogliere i dati dei danni subiti dagli sfollati e compensarli per essi ed in aggiunta provvedere a scuole, case ed università per permettere ai bambini ed ai giovani di continuarea studiare.   
Le richieste sono state comunicate ai media nel corso di una conferenza stampa da Monsignor Nicodemus Dawood Matti Sharraf, Arcivescovo siro ortodosso di Mosul, Kirkuk e della regione del Kurdistan.


CAPI DELLE CHIESE CRISTIANE: E' ORA DI AIUTARE GLI SFOLLATI (2)
Sul sito del Patriarcato caldeo è riportato, a firma del Patriarca Mar Louis Raphael I Sako, ed in calce al documento stilato dai capi religiosi cristiani ad Ankawa, che ogni voce di un accordo tra i combattenti dell'ISIL e rappresentanti della Chiesa è assolutamente falsa e che è ora che dalle condanne e dalla disapprovazione pubblica si passi ai fatti a favore dei cristiani iracheni.   

SINODO DELLA CHIESA ASSIRA DELL'EST: APPELLO ALL'OCCIDENTE ED AI MUSULMANI PERCHE' CONDANNINO I FATTI DI MOSUL
Uguale appello per la protezione degli iracheni cristiani e delle migliaia di persone sfollate da Mosul è stato rivolto al governo iracheno dal Sinodo della Chiesa Assira dell'Est che ha ricordato come il diritto alla vita sia contenuto nel preambolo della Carta delle Nazioni Unite del 1945 di cui l'Iraq è firmatario.
Chiamati in causa dal Sinodo sono anche "i paesi liberi e democratici del mondo occidentale che sono moralmente tenuti ad intervenire e condannare questo pogrom religioso nei confronti dei cristiani dell'Iraq" ed i "musulmani in Medio Oriente e nel mondo" perchè "intervengano e condannino queste atrocità" 

L'ISIL INVITA I CRISTIANI A TORNARE A MOSUL MA A CONDIZIONI INACCETTABILI
Secondo il sito Ankawa.com dai minareti delle moschee di Mosul sarebbe stato diffuso l'invito ai cristiani a tornare alle proprie case accettando di pagare la tassa di protezione già fissata giorni fa in 550.000 dinari iracheni (450$) a persona con l'esclusione degli anziani e dei bambini o accettando che i giovani cristiani si arruolino nei gruppi armati dell'ISIL.

MOGHERINI: LA UE PROTEGGA I CRISTIANI IN IRAQ 
Grande preoccupazione per la persecuzione delle migliaia di cristiani costretti alla fuga da Mosul è stata espressa dal ministro degli esteri, Federica Mogherini, durante l'incontro dei ministri degli affari esteri europei a Bruxelles. La Mogherini ha sollevato il tema, sottolineando la necessità che l'Unione europea si impegni per la protezione dei cristiani in Iraq e per garantire loro di poter restare nella regione.
Nota: L'esercito degli uomini della confraternita Naqshbandi
- Jaysh Rijaal at-Tarīqa an-Naqshabandiya / جيش رجال الطريقة النقشبندية
a cui si dice l'ISIL abbia lasciato il controllo della parte orientale della città;

l'esercito dei Mujahiddin
- Jaysh al Mujaahideen /
جيش المجاهدين
i Sostenitori della Sunna
- Ansar al Sunna /
انصار السنة 
le Brigate Rivoluzionarie 1920 
- Kataaib Thawra al Ashrayn  / كتائب ثورة العشرين
i Sostenitori dell'Islam 
- Ansar Al Islam / انصار الاسلام

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