giovedì, luglio 11, 2013

 

Accorpamento di due diocesi caldee in Iraq: Zakho ed Amadhiya affidate a Monsignor Rabban Alqas

By Baghdadhope*

Pubblicato dal sito del Patriarcato Caldeo il primo risultato delle decisioni espresse dal Sinodo riunitosi a Baghdad dal 5 al 10 giugno scorso. Come già aveva annunciato all'indomani della sua nomina a Patriarca, Mar Louis Raphael I Sako, ha provveduto ad accorpare due piccole diocesi irachene, quelle di Zakho ed Amadhiya, in una sola sede diocesana a Dohuk.
La nuova diocesi, che porta appunto il nome di Zakho ed Amadhiya, è stata affidata a Monsignor Rabban Alqas, già vescovo di Amadhiya e molto vicino al nuovo Patriarca, e nel suo territorio vivono, sempre secondo le stime del Patriarcato, circa 14.500 cristiani, di cui 13 sacerdoti, con un totale di 34 chiese caldee.  
Monsignor Rabban Alqas è nato il 18 marzo 1949 a Komane, ha studiato nel seminario dei Padri Domenicani ed è diventato sacerdote nel 1973 e vescovo di Amadhiya dal 2002. 
La diocesi di Zakho era sede vacante dalla morte nel 2010 di Monsignor Petrous Hanna Harbouli ma nel 2012 Monsignor Bashar Matti Warda era stato nominato suo amministratore patriarcale ed ad egli sono stati rivolti i ringraziamenti per il lavoro svolto dal patriarca Mar Louis Raphael I Sako. 
Patriarca che nei giorni scorsi ha visitato alcuni detenuti nelle carceri di Baghdad. Tra essi, come riportato da alcuni media iracheni, ci sarebbe anche il detenuto caldeo eccellente, Tareq Aziz. Secondo le fonti, l'avvocato di Aziz, Badi' Aref, avrebbe parlato di un incontro avvenuto nel carcere di massima sicurezza di Khadhimiya, durato circa 30 minuti e durante il quale Mar Louis Raphael I Sako avrebbe mostrato e promesso attenzione al caso di Tareq Aziz detenuto dal 2003 quando si arrese alle forze americane ed ora affidato alla giustizia irachena.
L'avvocato di Aziz non si può dire però sia una fonte affidabilissima visto che già nel 2006 annunciò la probabile morte del suo agonizzante assistito nel giro di un mese, e d'altra parte se l'incontro ci fosse stato il sito del Patriarcato non avrebbe avuto ragione di non citarlo, perfettamente in linea con il comportamento di Mar Sako sempre più vicino a quello di Papa Francesco di cui si ricorda la nota visita al carcere minorile di Casal del Marmo.    

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