"La situazione sta peggiorando. Gridate con noi che i diritti umani sono calpestati da persone che parlano in nome di Dio ma che non sanno nulla di Lui che è Amore, mentre loro agiscono spinti dal rancore e dall'odio.
Gridate: Oh! Signore, abbi misericordia dell'Uomo."

Mons. Shleimun Warduni
Baghdad, 19 luglio 2014

27 marzo 2013

Incontro tra i rappresentanti delle Chiese sulla condizione e i problemi attuali delle comunità cristiane

By Fides

Ieri martedì 26 marzo i capi e i rappresentanti delle Chiese e delle comunità cristiane presenti in Iraq si sono riuniti presso la sede del Patriarcato caldeo a Baghdad per confrontarsi sulla condizione presente dei battezzati che vivono nella nazione mediorientale e per affrontare in maniera condivisa le emergenze e le difficoltà che affaticano la presenza dei cristiani in quel Paese nell'attuale momento storico. L'incontro, convocato dal Patriarca di Babilonia dei Caldei Louis Raphaël I Sako, ha visto la partecipazione di rappresentanti autorevoli delle Chiese greco-ortodossa, armena apostolica, assira d'Oriente, siro-ortodossa, copta ortodossa e siro-cattolica. Alla riunione era presente anche George Chamoun, presidente della comunità avventista in Iraq.
L'ecumenismo e il dialogo fraterno di comunione con tutti i cristiani rappresenta una priorità per l'attuale Patriarca caldeo.
“Adesso”
aveva dichiarato S. B. Sako all'Agenzia Fides dopo la sua elezione “purtroppo si sente qualcuno che dice: sono più armeno che cristiano, più assiro che cristiano, più caldeo che cristiano. E persiste qua e là una mentalità tribale, per cui ogni villaggio punta a avere il 'suo' Vescovo o il 'suo' Patriarca. In questo modo si spegne il cristianesimo. Noi, come Vescovi, dobbiamo essere vigilanti contro queste forme malate di vivere la propria identità”.