sabato, settembre 08, 2012

 

Attentati in Iraq. Mons. Sleiman: i cristiani non fuggano dal Paese


In Iraq, una nuova ondata di attentati ha provocato ieri 8 morti e una settantina di feriti a Kirkuk, 240 chilometri a nord di Baghdad. Le esplosioni di un’autobomba e altri ordigni hanno colpito alcuni luoghi di culto sciiti. A proposito della situazione della sicurezza nel Paese, Davide Maggiore ha raccolto la testimonianza di mons. Jean Benjamin Sleiman, arcivescovo di Baghdad dei Latini:

Le cause alla base della violenza non sono sparite, anche se la violenza cambia volto, cambia i metodi e cambia anche gli obiettivi. La violenza non è mai sparita da quanto è caduto il regime. Penso che in questi ultimi tempi ci siano anche delle tensioni politiche interne molto forti e queste violenze, che noi rifiutiamo e che giudichiamo come atti barbari, sembrano essere il linguaggio politico di questi gruppi. Questo è il segno che la politica non ha ancora trovato dei modi civili per scambiarsi idee e per confrontarsi sui problemi.

Cosa fa la comunità cristiana in questa situazione?

La comunità cristiana, come poi tutti gli iracheni, subisce tutto questo. Anche gli altri cittadini iracheni non possono decidere riguardo alla violenza: la subiscono! Aspettano giorni migliori: hanno una specie di rassegnazione o meglio – e questo è anche peggio – di assuefazione, perché ogni giorno c’è qualcosa di nuovo, anche se i media non ne parlano.

Attraverso i microfoni della Radio Vaticana vuole lanciare un appello alla comunità internazionale su quanto sta succedendo in Iraq?

Io vorrei che la comunità internazionale si convinca che risolvere i problemi degli altri significa anche risolvere i propri. La pace esiste per tutti o non esiste per nessuno. Spero quindi che gli interessi degli Stati non vengano prima di questo valore fondamentale per tutti e tutto, che è la pace.

Per quanto riguarda i cristiani che guardano alla Chiesa dell'Iraq, cosa vuole chiedere ai cristiani delle altri parti del mondo?

Io forse sono controcorrente, ma vorrei che le Chiese nel mondo e che sono in comunione con la nostra Chiesa, incoraggino i cristiani a essere forti, coraggiosi e ad avere speranza, senza fuggire sempre, senza emigrare sempre… Il Paese è loro e la missione del cristianesimo in questo Paese è la loro missione. E’ bene incoraggiarli e aiutarli affinché vivano meglio queste difficili situazioni.

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