lunedì, dicembre 12, 2011

 

Kirkuk: Avvento e Natale, segni della presenza di Cristo fra gli uomini

By Asia News
by Joseph Mahmoud

I cristiani irakeni si preparano al Natale sperimentando e testimoniando la presenza di Cristo con l’annuncio, la meditazione e la preghiera. Fin dai primi giorni di Avvento l’arcidiocesi di Kirkuk ha aperto nella cattedrale una “radio della speranza” che copre tutta la città, per diffondere la buona novella di Gesù: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”.
In questo modo anche molti ascoltatori non cristiani possono comprendere le radici e il significato della fede, in cosa credono, i riti e le preghiere, gli inni, le meditazioni e i testi biblici, insieme ai testi liturgici. All’interno della struttura, operano diverse persone a titolo volontario e gratuito. I giovani della comunità Emmaus hanno organizzato quattro serate di meditazione e di preghiera, ogni volta in una diversa parrocchia, partendo dal tema: “credere è amare e amare è donare”, secondo l’esempio fornito da Elisabetta e Zaccaria, Maria e Giuseppe, Giovanni Battista e Gesù. Il gruppo di famiglie cristiane – una fraternità diocesana – hanno iniziato a raccogliere soldi per aiutare i bambini poveri a Natale, di modo che anche i più piccoli e meno fortunati possano celebrare la nascita di Gesù Bambino. Il gruppo “Acqua Viva”, formato da giovani fra i 13 e i 17 anni, ha proposto per quest’anno un grande presepe dalla forma di una tenda di beduini; con questo gesto, essi intendono sottolineare che il Signore ha posto la sua tenda in mezzo alle nostre. Tra difficoltà e violenze quotidiane, la chiesa irakena festeggia momenti di gioia come la conclusione di un percorso di fede che ha portato alla conversione di una giovane coppia. Un cammino che, a dispetto delle problematiche, diventa fonte di grande speranza per tutta la comunità in questa vigilia di festa. Il Natale è attuale, è un evento di oggi, non è solo una commemorazione del passato. Non è un abitudine consolidata nel tempo. La notte di Natale, al termine della messa di mezzanotte, nel villaggio cristiano di Sekanyan, a 10 km dal centro di Kirkuk, un gruppo di giovani decorerà una macchina sul modello di una slitta di Babbo Natale, per distribuire regali a tutta la comunità, incluse le famiglie musulmane degli isolati vicini. Intanto l’Iraq si prepara al ritiro completo delle truppe statunitensi, che dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno. In questi giorni il premier irakeno Nouri al-Maliki è a Washington per aprire un “nuovo capitolo” nella storia delle relazioni con gli Stati Uniti; oggi incontrerà il presidente Barack Obama, nel contesto di una due giorni di colloqui fra Baghdad e Washington. Il governo irakeno teme che la partenza dell’esercito americano, dopo otto anni di presenza sul territorio, possa causare una nuova ondata di instabilità nel Paese. I colloqui fra i due fronti toccheranno anche altre questioni cruciali fra cui energia, sicurezza, educazione e giustizia.

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